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spot pubblicitari di registi famosi del cinema

Spot pubblicitari girati da registi famosi del grande cinema internazionale

Per differenziarsi, un brand deve innanzitutto emozionare il consumatore. E quale medium più del cinema è capace, ancora oggi, di proiettare emozioni, passioni e bisogni e di stabilire una connessione altamente empatica con lo spettatore/consumatore? Sono sempre più numerosi i registi di fama mondiale coinvolti in operazioni di marketing attraverso la creazione di spot d’autore. Vediamone alcuni!

L’emozione prima di tutto

In un mercato caratterizzato da una forte competitività, per i brand è diventato fondamentale differenziarsi attraverso una comunicazione in grado di stupire e creare empatia. Sempre più spesso, infatti, la scelta di un prodotto o di un servizio è legata anche alla capacità di persuadere e di emozionare di una campagna. Per questo, molti marchi si affidano volentieri a registi acclamati per girare spot, a volte video-clip o veri e propri cortometraggi, per sponsorizzare e lanciare sul mercato i propri prodotti, dando vita a spot diffusi attraverso la TV o il web, che possono avvicinarsi ad un prodotto cinematografico a tutti gli effetti.

Il cinema al servizio dei brand

L’advermovie, o spot d’autore, è una pratica pubblicitaria che rientra in una strategia di marketing in voga da oltre quarant’anni, ma che ultimamente si è diffusa in modo capillare ed è stata adottata da numerosi brand, più o meno noti, per la promozione pubblicitaria dei propri prodotti. Affidare la regia degli spot alle maestranze del cinema d’autore non è solo un’operazione commerciale e di marketing: è la risultante dell’interazione tra significazioni, messaggi, desideri e performance tangibili. Uno spot d’autore è un prodotto emozionale che apre le porte su un universo strutturato e desiderabile, rappresentato dal brand che è al centro di questa creazione artistica.

L’origine della pubblicità d’autore

Già all’epoca di Carosello, famosissimo contenitore di comunicati commerciali andato in onda sulla Rai dal 1957 al 1977, alcuni tra i più importanti registi dell’epoca si sono cimentati nella produzione di brevi spot. Uno tra i primi esempi felicemente riusciti di integrazione tra pubblicità e cinema è quello degli spot Asti Cinzano che, nel 1969, l’agenzia CPV aveva progettato con Ermanno Olmi.

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Gli advermovie degli anni ’80 e’90

Negli anni ’80 altri grandi registi si sono dedicati a questa remunerativa attività. Tra i casi più eclatanti, lo spot di Apple del 1984 sviluppato per il lancio del Macintosh: diretto da Ridley Scott e chiaramente ispirato all’opera “1984” di George Orwell, rappresentava un futuro distopico dominato dal Grande Fratello. Trasmesso per la prima e unica volta in televisione nel gennaio 1984, durante il Super Bowl, ha riscontrato un immediato successo, diventando rapidamente un capolavoro del genere.

E come dimenticare l’attività pubblicitaria di David Lynch? L’eclettico regista statunitense ha firmato numerosi spot per varie aziende, tra cui ricordiamo la serie del 1988 per il profumo “Obsession” di Calvin Klein: quattro spot dedicati ad altrettanti scrittori – F. Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, D.H. Lawrence e Gustave Flaubert.

Anche due maestri del cinema italiano, come Sergio Leone per Renault e Federico Fellini per Barilla, non si sono preclusi brevi e memorabili incursioni nel mondo degli spot pubblicitari.

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All’inizio degli anni novanta, per reclamizzare la catena di supermercati Coop, la prestigiosa firma di Woody Allen è comparsa su una serie di spot, caratterizzati dall’ironia e dal paradosso: sicuramente una campagna originalissima e di grande impatto.

Gli spot d’autore, dalla TV al web

Con il nuovo millennio, non solo attraverso la TV, ma anche e soprattutto tramite i social media, si diffondono sempre più serie di video pubblicitari affidati a registi famosi, che conquistano l’occhio e il cuore del pubblico.

Per la sua campagna web del 2001, per mettere in luce le performance e le diverse caratteristiche dei suoi nuovi modelli di auto, BMW ha affidato a vari registi, tra cui i fratelli Scott e David Fincher, una serie intitolata “The Hire” e composta da 8 cortometraggi, legati dallo stesso protagonista: l’attore Clive Owen nelle vesti dell’autista.

Prada Candy L’Eau è la pubblicità commissionata nel 2013 da Prada a Wes Anderson e Roman Coppola. La trama della storia rimanda al capolavoro di Truffaut, “Jules et Jim”, narrando le vicende di due gemelli che si contendono il cuore di una giovane donna francese. Il tono degli spot TV e web è surreale, allegro, vivace. Un’esplosione di idee e divertimento che però non rinuncia mai ad una cura e ad un’eleganza espressiva che molto deve al cinema della Nouvelle Vague.

Ingaggiato da Kenzo per girare uno spot pubblicitario, Spike Jonze mette in scena un grido di liberazione danzato. Caso atipico e differente rispetto ad altri spot di profumi, “My Mutant Brain” vede l’attrice protagonista lanciarsi in un ballo convulso e sfrenato. L’obiettivo di questo spot del 2016 è presentare il nuovo prodotto della casa di moda francese ammaliando lo spettatore con uno spettacolo decisamente memorabile, senza precedenti.

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Per una campagna web natalizia di qualche anno fa, il noto marchio di abbigliamento H&M ha affidato il suo spot a Wes Anderson. Il corto, intitolato “Come Together” , veicola un messaggio di condivisione natalizia attraverso atmosfere, ambienti e fotografia che portano il tipico tocco del regista statunitense.

Non mancano esempi recenti delle riuscite nozze tra cinema d’autore e pubblicità neanche nel panorama italiano: basti pensare a Paolo Sorrentino che nel 2017, dopo aver diretto per Campari un cortometraggio diffuso sul web “Killer in Red”, cardine dell’ambizioso progetto di comunicazione Campari Red Diaries, torna a girare bellissime immagini, evocazioni oniriche e fortemente simboliche per lo spot TV “Creation”, sempre per il noto brand alcolico.

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Gabriele Muccino, dopo lo spot “Heartango”, realizzato per Intimissimi nel 2008, torna nel mondo della pubblicità dieci anni dopo, firmando uno spot per WWF, incentrato sui dannosi effetti dei cambiamenti climatici sulla fauna del pianeta.

Uno tra gli ultimi (e più discussi) spot è quello girato da Gabriele Salvatores per Conad, in occasione della campagna natalizia del marchio. Oggetto di numerose polemiche e contestazioni sui social del brand, per via della visione antica e retrograda che viene offerta dell'Italia, tra i tanti luoghi comuni e un infelice ritratto che si offre della figura della donna, lo spot è stato persino sospeso dalle maggiori emittenti televisive. Certamente non può essere annoverato tra i migliori esempi di successo del genere, sebbene abbia comunque riscosso un certo interesse.

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Un matrimonio longevo, dunque, quello tra registi e spot, che nell’arco dei suoi cinquant’anni ha toccato vette e abissi ma che, ancora oggi, mantiene viva la scintilla.

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